Chi siamo

La Scuola di Cultura Cattolica di Bassano del Grappa nacque nell'anno 1981, naturale estensione dell'associazione "Il Comune dei Giovani", da parte dei "cittadini" ormai divenuti adulti.
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L'attività

La " Scuola di Cultura Cattolica di Bassano del Grappa " è nata ad opera degli ex cittadini del Comune dei Giovani a seguito della riconosciuta necessità di promuovere la crescita integrale della persona...
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Il Premio

La Scuola di Cultura Cattolica di Bassano del Grappa, nata nel solco dello spirito apostolico di don Didimo Mantiero, ha cercato, con un Premio annuale, di indicare a credenti e meno credenti alcune personalità...
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Il perché di un impegno

Ci ha spinto ad istituire la Scuola di Cultura Cattolica la necessità di promuovere la crescita integrale della persona umana. Ciò significa aprire alle nuove generazioni orizzonti di cultura e di verità,...
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Venerdì 17 novembre presso il Teatro Remondini a Bassano si è tenuta la 35ª edizione del Premio Internazionale Cultura Cattolica, riconoscimento conferito allo studioso parigino Rémi Brague. Erano molti gli ospiti del mondo politico, accademico ed ecclesiale che hanno partecipato all’evento. Tra gli altri, l’Arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio mons. Luigi Negri, gli assessori regionali Elena Donazzan e Manuela Lanzarin, il prof. Lorenzo Ornaghi (ex Ministro per i Beni Culturali) in qualità di Presidente della Giuria.

“La cultura cattolica - anima del popolo europeo, come affermò Benedetto XVI - s'innerva nella vita degli uomini e delle donne del nostro tempo spingendoli a scoprire, dentro le pieghe del quotidiano, la bellezza dell’essere amici di Dio. In questo modo la Fede – come il Bene – si diffonde e viene, per così dire, veicolata attraverso le opere degli uomini: il lavoro, l’educazione delle nuove generazioni, la musica, l’arte e il pensiero”. Con queste parole ha voluto portare il suo saluto il Vescovo di Vicenza mons. Beniamino Pizziol in un messaggio letto dall’Arciprete Abate mons. Andrea Guglielmi.

Mons. Negri ha portato il suo saluto personale ringraziando la Scuola di Cultura Cattolica “per l’insistenza con cui affermate che la Fede può produrre cultura. Il Premio dice che la fede è un avvenimento personale e comunitario perché senza la novità di Dio il mondo rischia di essere una realtà senza senso”.

Un argomento ripreso nella sua relazione anche dal prof. Ornaghi, che ha sottolineato come anno dopo anno il Premio Cultura Cattolica “a rafforzato la sua originaria identità, ha accresciuto il suo prestigio e quello della città di Bassano”. In un momento in cui si tende a considerare la cultura cattolica come qualcosa di residuale, ha aggiunto, bisogna riaffermare che la vera cultura riesce a saldare il presente con un passato che è vivo. Il cattolico, ha concluso Ornaghi citando padre Agostino Gemelli, “deve saper soprannaturalmente entrare nel cuore della realtà”.

Il prof. Brague ha quindi risposto alle domande del giornalista del Foglio Giulio Meotti, attraverso le quali si è sondato il tema della decadenza dell’Europa. “L’Europa è stata il centro della cristianità e adesso è un continente ammalato”, ha esordito Brague. Tuttavia, questa è una situazione comune in tutto l’occidente: “le chiese sono vuote, i media pubblici sono tutti contro il cristianesimo e i Vescovi spesso paralizzati dalla paura, sono soffocati e silenziati”. “Ma ci sono ragioni per coltivare la speranza”, ha commentato il filosofo, portando ad esempio come negli ultimi anni sia sorta “una gioventù desiderosa di crescere nella fede”.

Quali sono le ragioni di questa decadenza? Non certo quelle economiche, considerato che su questo fronte l’Europa ha già da tempo perso il primato. Sono ragioni legate a “una perdita di sicurezza da parte delle classi dirigenti”, ha spiegato, e un altro grande problema vissuto dal Vecchio Continente è il calo demografico, che ha a sua volta un’origine culturale. Non si fanno figli, ha detto, se non si pensa che la vita sia un bene in sé da trasmettere anche a chi deve ancora nascere.

In Europa si possono inoltre vedere chiaramente i danni del post-modernismo, che ha avuto le sue origini proprio in Francia. “Avrei preferito che il mio Paese esportasse qualcosa di migliore”, ha scherzato il premiato. “Il post-moderno ha detto addio all’idea di verità”, ha poi commentato.  “Per questo ho usato l’espressione volutamente paradossale di ritorno al Medioevo”, ha spiegato. Bisogna però distinguere l’età moderna (“gli ultimi cinque secoli hanno prodotto cose buone”) dal “progetto moderno”, che consiste invece nel sogno di una “totale autonomia dell’umanità che vuole definire e creare se stessa dimenticando il suo legame nella natura e nella trascendenza divina”.

Elenco dei premiati

1983 - Prof. Gianfranco Morra

sociologo - Università di Bologna

1984 - Prof. Adriano Bausola

filosofo - Università Cattolica

1985 - Sen. Prof. Augusto del Noce

filosofo - Università di Roma

1986 - Sen. Prof. Adriano Bompiani

scienziato - Università Cattolica

1987 - Prof. Sergio Cotta

giurista - Università di Roma